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mercoledì 17 gennaio 2018

Materiale di riciclo a scuola (episodio 1)




Ho una formazione di base REMIDIANA poichè pur non essendo un  atelierista ho fatto tre formazioni durante la mia storia professionale e ho avuto la fortuna di poter andare a Reggio Emilia.
Cos'è Remida? Il Centro di riciclaggio creativo ( http://www.remida.org/ ). "Promuove l’idea che lo scarto, l’imperfetto, sia portatore di un messaggio etico, capace di sollecitare riflessioni, proporsi come risorsa educativa, sfuggendo così alla definizione di inutile e di rifiuto.".

Arrivo dal un'esperienza pluriennale di asilo nido, dove quotidianamente proponevo ai bambini il gioco euristico, che utilizza oggeti di recupero e di uso quotidiano (es mollette) per fare sperimentare ai bambini la relazione con il mondo. ( https://www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-1-3-anni/giochi-per-bambini/giochi-bambini-1-2-anni-da-fare-in-casa-il-gioco-euristico )

Ho portato queste due mie esperienze in una mattinata con i bambini di 3 anni che fatica a concentrarsi e che spesso litigano.
Nell'aula ho tolto tutti i "classici giochi" e ho proposto oggetti diversi... Oggi devo dire che ognuno ha trovato un suo interesse, il tempo di concentrazione è variato da bambino a bambino e le relazioni fra loro sono state più pacifiche.

Cosa è piaciuto di più?
I tappi di sughero che hanno impilato, delle scatole piccole da aprire e chiudere (alcuni bambini cercavano cosa metterci dentroe dicevano "grande" o "piccolo"), inserire i pennarelli (senza inchiostro) in delle bottigliette, appendere e togliere le mollette da uno spago, accarezzarsi sul viso con i pon pon.

Inoltre hanno quasi tutti aiutato a riordinare riconoscendo dove dovevano essere posti gli oggetti!
Sono molto soddisfatta!!


lunedì 15 gennaio 2018

I nastri di ginnastica ritmica







Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di osservare un'insegnante far giocare con la musica e con i nastri da ginnastica ritmica i bambini di 5 anni.

I nastri sono molto lunghi e riescono a realizzare dei veri e propri disegni nell'aria.
I bambini sono rimasti affascinati da questa attività, sia quando sono stati loro a muovere il nastro, sia quando osservavano i loro compagni farlo.

Io, intanto, osservavo le loro azioni:
- ogni bambini ha una propria forza e chi ha più energia riesce a muovere molto velocemente il nastro usando molto il braccio e poco il resto del corpo;
-ogni bambino ha un'ampiezza di movimento diversa (c'è che muove solo davanti a sè, chi si muove anche lateralmente);
-ogni bambino ha una propria gestualità (c'è chi crea cerchi, chi crea serpenti, chi lo muove a linee...)

Usare il nastro significa prendere consapevolezza del proprio corpo dove il movimento però deve essere molto controllato non solo per scegliere i "disegni" da fare, ma anche per evitare che il nastro si annodi. Mano, braccio e occhi devono agire insieme all'inizio e poi si può ampliare con anche le gambe (muovendosi avanti e indietro) e il busto (su e giù).

Ho pensato che è un attrezzo affascinante che dovrebbe essere riconosciuto come uno strumento "indispensabile" alla scuola dell'infanzia.

Inoltre l'insegnante ha detto ai bambini: "Oggi lo avete esplorato, siete stati bravi ma vedrete che la prossima volta lo sarete di più e più ci eserciterete più sarete bravi". Una bambina poi nel pomeriggio mi ha detto: "Sono stata brava oggi col nastro, ma la prossima volta lo sarò di più... mi eserciterò".
Un bellissimo messaggio, a mio parere: non si impara in una volta ma ripetendo le cose molto volte.

Grazie per la bella esperienza!