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lunedì 19 marzo 2018

"Favino" ... il nostro semino (parte 1)

Per i bambini di 3 anni abbiamo pensato di proporre un libro con delle attività correlate con l'obiettivo di stimolare la loro attenzione e concentrazione, la loro capacità di ascolto ed offrire la possibilità di realizzare lavoro di gruppo.
Attraverso questo gioco scopriamo il tempo che scorre e osserviamo la trasformazione della natura.
Il libro scelto è stato quello di "Favino" per la dolcezza della storia, anche se abbiamo ridotto la storia a solo l'evoluzione del seme.
Questo progetto si concluderà con il regalo di Pasqua : una piantina con un uovo colorato.
La lettura in cerchio sarà sempre il rituale iniziale di ogni attività progettata, con l'osservazione della crescita dei semini.
Le attività sono:
-piantare un fagiolo nel cotone (attività individuale);
-colorare a gruppi di 6 bambini dei cartelloni neri, facendoli diventare bianchi (come il cotone);
- incollare a gruppi di 6 bambini sui cartelloni fagioli, ceci... (realizzando così una rappresentazione di ciò che abbiamo fatto seminando il fagiolo);
- marmorizzazione di uova di polistirolo (attività indiviaduale);
- disegno delproprio uovo marmorizzato;
- gioco con la terra per spostare i fagioli cresciuti nella terra (attività individuale);
- disegno della propria piantina e realizzazione di un cartellone con tutte le piantine una vicino all'altra.
- Piantiamo nel vaso l'uovo e si porta a casa.

Per i bambini DVA le attività saranno finalizzate alla sperimentazione del colore (pennarelli, tempere, pastelli), al gioco dei travasi e manipolazione con legumi e cotone.

Ora si gioca!!!

lunedì 12 febbraio 2018

La "Magia" della lievitazione

La lievitazione è un processo magico e spesso sconosciuto ai bambini... eppure adorano la pizza!!

Osservare il mondo che ci circonda e fare esperimenti per iniziare a comprenderlo e a lasciarsi stupire è uno degli apprendimenti speifici della scuola dell'infanzia

Nelle Indicazioni nazionali si legge: "I bambini elaborano la prima «organizzazione fisica» del mondo esterno attraverso attività concrete che portano la loro attenzione sui diversi aspetti della realtà, sulle caratteristiche della luce e delle ombre, sugli effetti del calore.(...) Cercano di capire come sono fatti e come funzionano macchine e meccanismi che fanno parte della loro esperienza, cercando di capire anche quello che non si vede direttamente: le stesse trasformazioni della materia possono essere intuite in base a elementari modelli di strutture «invisibili». "

Oggi ho pensato di proporre aibambini di tutte e tre le fascie compresi i DVA la pasta del pane.

In cerchio ho mostrato loro la farina, l'acqua e il lievito, che molti non conoscevano. Li ho invitati a sentire il profumo ( o la puzza, come hanno detto alcuni di loro). Davanti ai loro occhi ho preparato l'impasto. Hanno così potuto osservare la trasformazione dei tre elementi in una pasta unica...

Ho preso alcuni barattoli e ho inserito la pasta dicendogli di osservarli bene... poi li ho messi sul calorifero coperti da un fazzoletto.

Ogni bambino ha ricevuto il suo pezzo di pasta di pane e con tanti materiali hanno potuto giocarci. Quando era appiccicosa mi chiedevano la farina bianca e impastavano.




I tre anni e i bambini DVA hanno manipolato la pasta sperimentandola in maniera molto semplice. I quattro e i cinque anni si sono mostrati pronti a un gioco simbolico tanto che mi hanno chiesto i piatti per fare la pizza o per fare delle vere e proprie composizioni per cui hanno espresso il desiderio di portarli a casa.

Quando tutti hanno terminato il loro gioco... ho scoperto le scatoline e magia... la pasta è cresciuta...

Anche le loro composizioni gli hanno poi regalato la stessa magia... la magia del lievito!!






sabato 10 febbraio 2018

FACCE BUFFE

Con i bimbi di 3 anni stiamo scoprendo il nostro volto...La nostra faccia è sempre diversa? La bocca cambia e ci regala espressioni diverse..

Studiamo la nostra bocca...
Si alza e diventa un sorriso, si abbassa e diventa triste, si apre e diventa sorpresa e può anche fare delle smorfie.

Abbiamo dato ad ogni bambino un piatto rosa e li abbiamo osservati realizzare, con la colla, le "loro facce" con bottoni, cartoncini tondi colorati, fili di lana, pezzetti di mais.
Per i DVA l'obiettivo era semplicemente quello di stare dentro e scoprire la colla con materiali diversi...

Questa stessa attività è stata poi proposta ai 5 anni che hanno realizzato visi molto più complessi...
Bellissima... mi sono divertita anche io a osservarli mentre contavano gli occhi...


giovedì 8 febbraio 2018

CARNEVALE






Il carnevale è una festa immancabile per i bambini e quest'anno con i bambini i 3 annio stiamo lavorando sul viso, quindi per carnevale abbiamo pensato di puntare sulle mascherine.
Abbiamo organizzato un'attività semplicissima ma in cui i bambini si sono divertiti molto.
Il primo giorno, abbiamo giocato coi coriandoli abbiamo scoperto i puntini e su un foglio bianco abbiamo invitato i bambini a fare i puntini con le dita (qualcuno poi faceva le striscie)... si sono divertiti molto e hanno potuto partecipare anche i bambini con i DVA.
Il giorno dopo abbiamo mostrato una mascherina nera colorata con dei puntini colorati. Mentre i bambini giocavano con i coriandoli, un gruppo di bambini decorava le mascherine che noi avevamo già preparato... loro cosa hanno fatto? Un po' di tutto e i per i bambini DVA è stata un modo per lavorare sul dentro...


Inclusione= stessa attività con obiettivi specifici per tutti.


sabato 6 gennaio 2018

Open Day... la mia presentazione


Questa che vedete è la slide con cui vorrei presentare ai genitori il lavoro che facciamo rispetto ai bambini con BES e che io sto seguendo in quanto insegnante di sostegno.
Ho pensato di puntare su due elementi:
- sull'importanza che sia non solo l'insegnante di sostegno a farsi carico di questi bambini, ma anche tutto il corpo docenti e l'intero istituto;
- sull'inclusività poichè credo che riconoscere un bisogno speciale alla scuola dell'infanzia sia fondamentale per aiutare il bambino a crescere nei anni successivi in un contesto sociale e si valorizzazione reciproca.

Ciò che vorrei dire sarebbe questo.


Con la direttiva del 27 dicembre 2017, la scuola pubblica italiana inizia a parlare di Bisogni educativi speciali. I bisogni educativi specili è qualsiasi difficoltà evolutiva di funzionamento permanente o transitoria in ambito educativo e/o apprenditivo che necessita un'intervento educativo speciale individualizzato.

Bambini con bisogni educativi speciali necessitano di attenzione e cura di cui si prende carico l'intero istituto comprensivo, tutti gli insegnati e il personale della scuola e l'insegnante di sostegno, in un'ottica inclusiva.

L'istituto redige all'interno del POF annuale, il PAI (Piano annuale dell'inclusione) che ha il compito di individuare le risorse necessarie per creare un contesto educante. Il PAI viene redatto dal GLI (gruppo di lavoro per l'inclusione) che ha il compito di organizzare, monitorare e verificare il livello di inclusività delle scuole.

Gli insegnanti, in particolare l'insegnante di sostegno, hanno il compito di redigere il PEI. L'insegnante di sostegno svolge nell'equipe la funzione di “lente di ingrandimento” e di “bastone” rispetto ai bambini affidatigli e svolge un ruolo importante di integrazione e collegamento con i servizi, le strutture che interagiscono con il bambino.

Il PEI è lo strumento con cui vengono programmati gli interventi finalizzati al perseguimento di specifici obiettivi in relazione ai bisogni individuati.Tutti i bambini sono diversi, ma i bambini per cui si redige un PEI sono bambini che per causa diverse (fisiche, mentali, sociali) necessitano di competenze specifiche e interventi mirati.
In questo contento il PEI si struttura partendo dalle osservazioni di tutti gli insegnanti, dalla diagnosi funzionale che gli specialisti (neuropsichiatri infantili, logopedisti..) redigono, nella quale vengono descritti le condizioni del bambino nei vari aspetti della sua personalità. E dal confronto con la famiglia, a cui viene presentato e di cui si discute insieme.
Nel PEI sono quindi esplicitati obiettivi di apprendimento specifici per il bambino e individuati risorse e progettualità individuali.

L'ottica INCLUSIVA, che caratterizza la scuola italiana (“una scuola per tutti e per ciascuno” - Indicazioni Nazionali del 2012), si realizza nella quotidianità quando gli insegnanti sono sensibili e competente nel riconoscere i bisogni dei singoli ed attivare strategie, in collaborazione con la famiglia, per sostenere, accompagnare, anche per un breve periodo della sua vita, il bambino.
La scuola diventa veramente INCLUSIVA quando riesce anche a valorizzare le diversità, rendendo la specificità dei singoli un valore aggiunto sia per la “sfida” pone a se stessa sia per le possibilità che essa apre agli altri (bambini e famiglie).

 Troppo tecnico? Lunedì lo presenterò ai colleghi e vedrò cosa mi diranno... poi vi faccio sapere!

AGGIORNAMENTO
I miei colleghi sono rimasti soddisfatti dal mio lavoro, ma leggendo il materiale interno all'istituo comprensivo ho pensato di dare più visibilità al termine "INCLUSIONE".
Ora aspettiamo l'open day...