La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi. (Bruce Chatwin)
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domenica 21 gennaio 2018
La settimana
canzoncina della settimana su YOU TUBE
Nelle Indicazioni Nazionali si legge, fra i traguardi di competenza del campo di esperienza "conoscenza del mondo", "Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana. Riferisce correttamente eventi del passato recente; sa dire cosa potrà succedere in un futuro immediato e prossimo.".
Insegnare ai bambini la scansione del tempo mi sto rendendo conto che è molto complesso perchè bisogna collegare l'astrazione di alcune parole (come i giorni della settimana, ma anche i mesi) a qualcosa di concreto che li aiuto a comprendere il loro significato reale.
Passare dalla memorizzazione di una "filastroca" (i nomi dei giorni della settimana in sequenza) al comprenderne il significato richiede cura, attenzione, ripetizione, concretezza da parte dell'insegnate.
Cosa può aiutare? Il calendario quotidiano, sicuramente. Un lapbook? Può essere utile aiutare i bambini spiegando cosa fanno ogni giorno a scuola e poi magari arricchirlo con la loro settimana a casa?
Prima della settimana, bisogna capire la giornata (mattina, pomeriggio, sera, notte) e poi la sequenza dei giorni (ieri, oggi, domani).
Penso quindi che il "tempo", in quanto traguardo fondamentale della scuola dell'infanzia, richiede attività specifiche ma anche quotidianità e collaborazione con la famiglia.
Continuerà ad osservare il lavoro degli insegnanti riguardo a questo tema perchè ho solo da imparare!
lunedì 15 gennaio 2018
I nastri di ginnastica ritmica
Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di osservare un'insegnante far giocare con la musica e con i nastri da ginnastica ritmica i bambini di 5 anni.
I nastri sono molto lunghi e riescono a realizzare dei veri e propri disegni nell'aria.
I bambini sono rimasti affascinati da questa attività, sia quando sono stati loro a muovere il nastro, sia quando osservavano i loro compagni farlo.
Io, intanto, osservavo le loro azioni:
- ogni bambini ha una propria forza e chi ha più energia riesce a muovere molto velocemente il nastro usando molto il braccio e poco il resto del corpo;
-ogni bambino ha un'ampiezza di movimento diversa (c'è che muove solo davanti a sè, chi si muove anche lateralmente);
-ogni bambino ha una propria gestualità (c'è chi crea cerchi, chi crea serpenti, chi lo muove a linee...)
Usare il nastro significa prendere consapevolezza del proprio corpo dove il movimento però deve essere molto controllato non solo per scegliere i "disegni" da fare, ma anche per evitare che il nastro si annodi. Mano, braccio e occhi devono agire insieme all'inizio e poi si può ampliare con anche le gambe (muovendosi avanti e indietro) e il busto (su e giù).
Ho pensato che è un attrezzo affascinante che dovrebbe essere riconosciuto come uno strumento "indispensabile" alla scuola dell'infanzia.
Inoltre l'insegnante ha detto ai bambini: "Oggi lo avete esplorato, siete stati bravi ma vedrete che la prossima volta lo sarete di più e più ci eserciterete più sarete bravi". Una bambina poi nel pomeriggio mi ha detto: "Sono stata brava oggi col nastro, ma la prossima volta lo sarò di più... mi eserciterò".
Un bellissimo messaggio, a mio parere: non si impara in una volta ma ripetendo le cose molto volte.
Grazie per la bella esperienza!
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