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martedì 6 novembre 2018

"L'ultimo albero in città" (parte 1 - il mio corpo)

Con i 4 anni quest'anno lavoreremo sulla cura di sè stessi, dell'altro e dell'ambiente.
I bambini saranno guidati da alcuni libri: il primo è "L'ultimo albero in città".



Dopo la lettura del libro, iniziamo a conoscere Edoardo.
Edoardo, il bambino protagonista, è un bambino come noi.
Ci guardiamo allo specchio e ci osserviamo (abbiamo una testa, un collo, un busto, braccia, mani, gambe, piedi), successivamente coloriamo Edoardo in maniera libera (i bambini come colorano Edoardo? Riconoscono le parti del suo corpo?).

Un bambino si sdraierà su un grande foglio bianco, la maestra farà il contorno del suo corpo e creeremo così un grande Edoardo, lo coloreremo insieme e decideremo insieme come sono i suoi capelli. Sarà un Edoardo "nudo" che poi verrà vestito con il casco, la maglietta, le scarpe e i pantaloni.
Anche noi abbiamo un corpo coperto dai vestiti!

Ogni bambino poi creerà il suo Edoardo, colorando l'Edoardo "nudo" e poi giocando con i suoi vestiti (che saranno colorati e tagliati da ognuno).
Ora bisogna disegnare se stessi... Ogni bambino si disegnerà guidato dall'insegnante che ricorderà le parti del corpo.

Ci saranno poi puzzle di corpi da tagliare e ricomporre liberamente dai bambini.


sabato 12 maggio 2018

La mia mano in primavera

Dopo aver fatto "guardare e riprodurre" un viso ai bambini,
abbiamo pensato di fare la stessa cosa con la mano... In primavera la nostra mano può diventare un albero fiorito, no?

Abbiamo creato un piccolo libretto con una filastrocca



I bambini hanno, aiutati dall'insegnante, riprodotto la loro mano e ... incollato bottoni e fili




Intanto hanno potuto giocare con le dita con le marionette







E infine hanno scelte di colorare alcune marionette scelte da loro...




I bambini sono rimasti entusiati di questo progetto e oltre ad aver osservato, nominato e mosso le loro dita... hanno anche scelto, condiviso giochi e materiali.

sabato 10 febbraio 2018

FACCE BUFFE

Con i bimbi di 3 anni stiamo scoprendo il nostro volto...La nostra faccia è sempre diversa? La bocca cambia e ci regala espressioni diverse..

Studiamo la nostra bocca...
Si alza e diventa un sorriso, si abbassa e diventa triste, si apre e diventa sorpresa e può anche fare delle smorfie.

Abbiamo dato ad ogni bambino un piatto rosa e li abbiamo osservati realizzare, con la colla, le "loro facce" con bottoni, cartoncini tondi colorati, fili di lana, pezzetti di mais.
Per i DVA l'obiettivo era semplicemente quello di stare dentro e scoprire la colla con materiali diversi...

Questa stessa attività è stata poi proposta ai 5 anni che hanno realizzato visi molto più complessi...
Bellissima... mi sono divertita anche io a osservarli mentre contavano gli occhi...


sabato 20 gennaio 2018

Il paracadute



Ieri ho giocato con i bambini con il paracadute insieme a un'insegnante del team.
Il paracadute è un telo circolare suddiviso in spicchi colorati con delle maniglie con cui coi bambini si possono realizzare moltissime attività e giochi motori. E' uno strumento importante per sviluppare la condivisione e la collaborazione.

L'insegnante ha proposto diversi giochi che mi scrivo per non dimenticare.
1. Seduti a gambe incrociate in cerchio alzare a abbassare il paracadute insieme. Le mani devono essere rivolte verso il basso e col pugno tenere il telo.
2. Seduti, tenendo insieme il telo al via della maestra si alza e ci si guarda da sotto.
3. Seduti tirare il telo verso la propria pancia e muovere le gambe sotto.
4. Mentre tutti seduti tengono il telo due bambini si scambiano di posto strisciando sotto il paracadute.
5. In piedi girare insieme in senso antiorario e poi orario facendo un girogirotondo e tenendo il telo  teso con una mano.
6. Alcuni bambini sono sotto al telo, altri all'esterno che lo tengono. Il paracadute viene alzato e abbassato.
7. Il teloè appoggiato a terra. I bambini corrono nello spazio (ma non sul telo), quando la maestra dice un colore i bambini devono disporsi davanti allo spicchio del colore nominato.
8.Sdraiati tutti sul telo ci si rilassa e si ascolta il silenzio.
9. Sdraiati sul telo si muovono le gambe (su e giù- a bicicletta...)

I bambini si sono divertiti un sacco!!!!

Al termine del gioco ho chiesto ai bambini di disegnarmi cosa hanno fatto con la mestra poichè credo che il disegno o il racconto sono due modi per raccontare, ma anche rielaborare e memorizzare le esperienze vissute. 

Oggi ho imparato moltissimo!




lunedì 15 gennaio 2018

I nastri di ginnastica ritmica







Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di osservare un'insegnante far giocare con la musica e con i nastri da ginnastica ritmica i bambini di 5 anni.

I nastri sono molto lunghi e riescono a realizzare dei veri e propri disegni nell'aria.
I bambini sono rimasti affascinati da questa attività, sia quando sono stati loro a muovere il nastro, sia quando osservavano i loro compagni farlo.

Io, intanto, osservavo le loro azioni:
- ogni bambini ha una propria forza e chi ha più energia riesce a muovere molto velocemente il nastro usando molto il braccio e poco il resto del corpo;
-ogni bambino ha un'ampiezza di movimento diversa (c'è che muove solo davanti a sè, chi si muove anche lateralmente);
-ogni bambino ha una propria gestualità (c'è chi crea cerchi, chi crea serpenti, chi lo muove a linee...)

Usare il nastro significa prendere consapevolezza del proprio corpo dove il movimento però deve essere molto controllato non solo per scegliere i "disegni" da fare, ma anche per evitare che il nastro si annodi. Mano, braccio e occhi devono agire insieme all'inizio e poi si può ampliare con anche le gambe (muovendosi avanti e indietro) e il busto (su e giù).

Ho pensato che è un attrezzo affascinante che dovrebbe essere riconosciuto come uno strumento "indispensabile" alla scuola dell'infanzia.

Inoltre l'insegnante ha detto ai bambini: "Oggi lo avete esplorato, siete stati bravi ma vedrete che la prossima volta lo sarete di più e più ci eserciterete più sarete bravi". Una bambina poi nel pomeriggio mi ha detto: "Sono stata brava oggi col nastro, ma la prossima volta lo sarò di più... mi eserciterò".
Un bellissimo messaggio, a mio parere: non si impara in una volta ma ripetendo le cose molto volte.

Grazie per la bella esperienza!